Ultima modifica: 10 ottobre 2018

ITALIA – GERMANIA 4-2

Andare in Olanda è stata un’esperienza unica e significativa, sia in ambito sportivo che in ambito culturale. All’estero abbiamo imparato a rispettare l’altro sia in campo che fuori. Abbiamo potuto visitare Utrecht e Amsterdam, imparando usi e abitudini che sono completamente diversi rispetto a quelli del nostro paese. La squadra è cresciuta passo dopo passo, diventando sempre più forte e unita: inizialmente eravamo dieci sconosciuti che a malapena parlavano tra di loro, ma dopo questo viaggio spettacolare siamo diventati un gruppo di amici che unisce gli spiriti dei due Tosi. La parola chiave durante tutto il torneo è stata “umiltà”. Come ci ha ripetuto più e più volte il professor Moscheni: “non possiamo andare pensando di essere i più bravi”. Abbiamo giocato al meglio delle nostre capacità portando un gioco rispettoso e umile. Grazie a questo spirito siamo riusciti ad arrivare terzi, ma nel nostro cuore siamo arrivati primi perché il vero gioco è stato fuori dal campo, mentre ci relazionavamo con le persone e col paese. Tutto questo è stato possibile solo grazie alla preside e ai professori che ci hanno accompagnato e per ciò volevamo ringraziarli di cuore per averci fatto crescere come gruppo e come persone.

Letari Lorenzo, Radice Simone, Azimonti Fabio, Matteo Pisarra, Martina Pirotta.

 

Andare in Olanda è stata un’esperienza unica e significativa, sia in ambito sportivo che in ambito culturale. All’estero abbiamo imparato a rispettare l’altro sia in campo che fuori. Abbiamo potuto visitare Utrecht e Amsterdam, imparando usi e abitudini che sono completamente diversi rispetto a quelli del nostro paese. La squadra è cresciuta passo dopo passo, diventando sempre più forte e unita: inizialmente eravamo dieci sconosciuti che a malapena parlavano tra di loro, ma dopo questo viaggio spettacolare siamo diventati un gruppo di amici che unisce gli spiriti dei due Tosi. La parola chiave durante tutto il torneo è stata “umiltà”. Come ci ha ripetuto più e più volte il professor Moscheni: “non possiamo andare pensando di essere i più bravi”. Abbiamo giocato al meglio delle nostre capacità portando un gioco rispettoso e umile. Grazie a questo spirito siamo riusciti ad arrivare terzi, ma nel nostro cuore siamo arrivati primi perché il vero gioco è stato fuori dal campo, mentre ci relazionavamo con le persone e col paese. Tutto questo è stato possibile solo grazie alla preside e ai professori che ci hanno accompagnato e per ciò volevamo ringraziarli di cuore per averci fatto crescere come gruppo e come persone.

Letari Lorenzo, Radice Simone, Azimonti Fabio, Matteo Pisarra, Martina Pirotta.


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